«L’anima non si automatizza»: al Congresso del 20 giugno il Rotary di Milano scrive le sue regole etiche sull’IA

HUB MULTIMEDIALE ONDE – 24 Giugno 2026

La domanda che ha attraversato la mattinata del 20 Giugno, all’Auditorium Monte Rosa 91, era tanto semplice quanto radicale: può l’intelligenza artificiale entrare nel servizio agli altri senza tradirne lo spirito? Il XIII Congresso Distrettuale del Distretto 2041 del Rotary International l’ha messa al centro di una tavola rotonda e l’ha trasformata in un atto pubblico: la firma del Manifesto Etico dell’Intelligenza Artificiale nel Servizio Rotariano.

Un test del 1932 alla prova dell’IA

Moderata dall’editorialista del Corriere della Sera Massimo Sideri, la tavola rotonda ha messo insieme industria, ricerca e istituzioni. Alvise Biffi, presidente di Assolombarda con delega all’IA, ha indicato nei dati la vera materia prima della nuova economia: quello manifatturiero è un giacimento ancora poco strutturato, e un più 10% di produttività nelle PMI del territorio varrebbe 2,4 miliardi di valore aggiunto. Un’opportunità da governare, non da subire: e ha richiamato la recente enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV, primo documento pontificio dedicato all’IA.

Gianmario Verona, presidente di Human Technopole e già rettore della Bocconi, ha ricostruito la convergenza che ha reso possibile in pochi anni ciò che pareva fantascienza — potenza di calcolo, dati e nuovi algoritmi — lanciando una sfida educativa: «non si tratta di aggiungere l’IA ai programmi, ma di riprogettare il modo in cui misuriamo l’apprendimento». Franco Lucente, assessore ai Trasporti della Regione Lombardia, ha citato i sistemi di monitoraggio predittivo delle ferrovie, che applicati per tempo avrebbero potuto evitare incidenti come quello di Pioltello: «Non possiamo girarci dall’altra parte».

La riflessione più etica è arrivata dal nostro Governatore Riccardo Di Bari. Quando l’intelligenza diventa «abbondante e quasi gratuita», ha osservato, il bene scarso è un altro: la fiducia, la relazione, il giudizio, la prossimità. «E tutto questo è ciò che il Rotary produce da 120 anni». Per misurare l’IA, Di Bari non ha proposto un protocollo, ma uno strumento di novantaquattro anni fa: la Prova delle Quattro Domande, formulata nel 1932 da Herbert J. Taylor e poi adottata dal Rotary international come propria bussola etica. Quattro domande elementari — è vero? è giusto per tutti? rafforza i rapporti tra le persone? porta beneficio a tutti? — che, con quasi un secolo d’anticipo, intercettano i nodi di oggi: i deepfake e le «allucinazioni» degli algoritmi, le discriminazioni nascoste nei sistemi automatici, il rischio di una macchina che simula la relazione, l’attenzione a chi resta fuori dalle grandi decisioni tecnologiche.

Il Manifesto: «Mai oltre. Mai invece»

Su questa idea il Congresso ha suggellato la firma del Manifesto, ideato, concepito e coordinato dal PDG Alessandra Faraone Lanza.